venerdì 30 maggio 2014

Notazioni varie

Controllate l’acquisto (biciclette in particolare). 
Dopo svariate prove abbiamo concluso alcune nostre statistiche su come vadano noleggiati mezzi e acquisiti servizi in queste contrade. Partiamo dal mero dato statistico: noleggiate due bici a Luang Prabang, una di queste dopo un po’ rimane senza pedale costringendoci ad una sosta in una officina gestita da vietnamiti per ripristinare il tutto. Noleggiate due biciclette a Siem Reap una rivela una camera d’aria difettosa per la quale siamo costretti a due interventi di riparazione (4 toppe complessivamente) e 5 soste per gonfiarla. Arriviamo a Siem Reap con la ruota ovalizzata che non gira più, con un colpo di sole dal quale il sottoscritto si riprende dopo quasi due ore, e con un accumulo lattacido che verrà smaltito il alcuni giorni (pedalare una bici che cammina sul cerchione non è esattamente molto scorrevole).
Siamo però convinti che non si tratti di semplice incuria. No. Si tratta di una sottile strategia economica territoriale tesa a creare indotto e attività e servizi intorno alla prima vendita. Esempio: se le biciclette noleggiate a Siem Reap funzionassero bene, di cosa vivrebbero i circa 5/6 riparatori che é possibile trovare ad Angkor.
E le connessioni tra servizi differenti sono molteplici. Un esempio è la regola per la quale è impossibile qualunque noleggio di motocicli a Siem Reap in modo che sei costretto a prendere un tuk tuk con relativo driver. In tutto il resto della Cambogia si noleggia serenamente. A Battambang siamo stati in giro in moto per una giornata. Vedete come sono strategici e sistemici i ragazzi?


Lesioni di guida. 
Qualche rudimento di guida su strade del sud-est asiatico (aumenta o diminuisce la qualità delle strade ed il traffico ma le regole sono più o meno quelle). 
Anzitutto il clacson. È sicuramente la parte più importante del mezzo e va usato senza parsimonia. Ogni occasione è buona e utile per una decisa strombazzata e se per caso non ci sono motivi, suonate lo stesso che male non fa.
Immissione agli incroci. Le regole di immissione agli incroci sono semplici ma richiedono grande esercitazione e perizia. Il rischio è rimanere in attesa in mezzo alla strada per alcuni giorni. Si consideri che tra Laos e Cambogia sono presenti in tutto 8 incroci con semaforo e 5 rotatorie...
Quindi. Per immettersi verso destra semplicemente si procede senza guardare e si imbocca serenamente la nuova strada: sarà cura di chi arriva dalla strada principale evitare di venirvi addosso. Per immettersi a sinistra le regole sono simili. Immettersi con convinzione verso sinistra percorrendo contromano un tratto iniziale per cominciare progressivamente a spostarvi verso la giusta parte della carreggiata. Per immettersi di fronte traversando l’incrocio vale sempre la regola fondamentale di non mostrare alcuna incertezza. Si entra nell’incrocio a velocità moderata imponendo la propria presenza come un dato di fatto dal quale gli altri non possano prescindere. Procedere quindi con decisione fino ad avere completamente superato l’incrocio.
Se siete in Thailandia, rovesciate tutte le direzioni della spiegazione in quanto si guida a sinistra.
Riflessione politica. La cosa più importante e significativa lasciata dagli europei colonialisti è il lato di guida sulle strade. Consolante no?
Numero di passeggeri. Qualunque sia il veicolo in questione il numero di passeggeri autorizzati a salirvi è limitato esclusivamente dalla capacità in termini di volume e massa sostenibile da parte del mezzo stesso. Non ci sono cose complicate come il libretto di circolazione o simili amenità occidentaleggianti. Avete un barcone omologato per 15 persone ma riuscite a farcene stare 40 con relative merci? Allora quello è il numero giusto. Avete un motorino e siete capaci, con vari equilibrismi di tenerci 4 persone? Allora quello è il numero giusto. Etc.


Femmine e maschi dall’occidente
Questa cosa colpisce a forza di guardare i gruppo di occidentali che sono in giro. Anzitutto la statistica. O coppie maschio-femmina o gruppi di femmine. Gruppi maschili quasi non rilevati. Emerge che a far girare il turismo occidentale in queste contrade, sono più le donne che non gli uomini.
Ma lo sport più divertente è quello di osservare le coppie. 9 su 10 ti trovi la lei di turno che detta la linea e conduce ogni singola decisione e il lui che si sforza di starle dietro come meglio gli riesce. La cosa sembra più evidenti quanto più si scende nell’età della coppia. Siamo davvero preoccupati per le sorti progressive del maschio medio.


Femmine e maschi in estremo oriente. 
Girando il sud-est asiatico se c’è una cosa che colpisce è il ruolo della donna.
In qualche modo fa il paio con il paragrafo precedente e gli uomini non ne escono bene. Le donne svolgono un po’ tutti i lavori, dai più umili ai più rilevanti. In generale il turista incontra soprattutto donne. Sono quasi sempre loro che lavorano negli esercizi "alberghieri" e che quasi sempre li dirigono. Barretti, locande di strada, botteghe piccole e grandi vedono quasi sempre donne a servire e anche a dirigere e amministrare. Servizi di pulizia delle strade, attività varie sono tutte a larga maggioranza femminile. È frequentissimo trovare il maschio steso sull’amaca a riposare e intanto la donna sistema, custodisce, riassetta e simili.
Le donne danno la sensazione di essere coloro che amministrano i soldi. Molto spesso, anche nel caso di uomini molto attivi e presenti, quando giunge il momento di decidere un prezzo, di cambiare valuta, di dare del resto, allora tocca alla donna occuparsene.


Turismo sessuale
Una ultima notazione su questa ultima questione che credo ormai tristemente riguardi una fetta abbastanza cospicua del turismo internazionale. La destinazione sud-est asiatica si presta a questa tipologia di attività. Senza dubbio. Evitiamo di fare discorsi che tendiamo a dare per scontati rispetto alla dimensione etica o morale della questione. Solamente un paio di dati osservati sul campo, che ci è capitato di incontrare nella nostra limitata esperienza.
Il primo è l'uso dell'onomatopea bum-bum. Quando un maschio con fare complice e con occhio furbo vi si avvicina e un po' sottovoce vi offre bum-bum, non dovete pensare che vi stia offrendo una tequila da sbattere sul piano bar prima di berla; nemmeno che stia cercando di vendervi un tamburo; o magari dei petardi. Ecco, sappiate che se accettate e chiudete la trattativa, fate il vostro ingresso da clienti nel mercato delle prestazioni di meretricio. Sapevatelo.
Il secondo è l'osservazione delle "strane coppie". All'aeroporto di Bangkok avevamo le nostre brave 7 ore di attesa per il volo che ci doveva portare a Roma passando per l'amena Kuwait City (un suggerimento: evitate questo aeroporto. E' una botta mortale e insostenibile al vostro desiderio di esistere e anche a quello di conoscere nuovi posti e nuove genti) e quindi abbiamo potuto dedicarci a questo divertente sport. La conta delle "strane coppie". La strana coppia è quella formata da un maschio occidentale di età sopra ai 50, insieme ad una asiatica di età sotto ai 25. Ne abbiamo viste svariate e sempre provato ad immaginare come sarebbe stata divertente la vita della giovane asiatica insieme al datato occidentale in amene località. Tipo la carinissima thai che accompagnava un bianco con la maglia dello Swansea, pancia a birra, berretto della squadra, gambe rachitiche e bianchicce a x, tatuaggio da galeotto sul collo e le cicatrici di qualche zuffa malriuscita sul viso. Ecco: quella vita lì abbiamo provato a immaginarci...

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