Mattina presto. Ore 6 per l’esattezza. Il sonno sembra finito anche questa mattina. La sera si va a dormire anche molto presto perché non é che vi sia molto da fare. Da tre notti si dorme con il ventilatore acceso, altrimenti non si riuscirebbe.
Ci siamo spostati su Battambang un poco stanchi del circo di Siem Reap. Cercavamo un’immagine di Kampuchea più tranquilla da contrapporre alla caotica e occidentalizzata Siem Reap. Quest'ultima è infatti una cittadona che ruota tutta intorno al turismo per Angkor. La via centrale sia chiama Pub Street ed è il crocevia di qualunque commercio. Frequentata esclusivamente da turisti, potresti serenamente avere l’impressione di essere nella zona turistica di qualunque altra città del mondo. I prezzi anche ti trasportano altrove e triplicano rispetto all’offerta che si può ancora trovare intorno alle vie centrali. Ellósser con tono cantilenante viene lanciato in continuazione verso qualunque simil turista da ogni angolo e contenente ogni tipo di offerta. Se poi un maschio medio si sofferma o si trova anche solo a passare per pub Street le offerte diventano molteplici: dal banale viaggio in tuktuk, ad una prostituta, ad un po’ di haschisch. Il tutto velocissimamente in una onomatopea di suoni di cui a volte sfugge l’origine: tuktuk, bumbum, chokchok...
Ellómassassser (hallo massage sir per i meno svegli): la variante del richiamo delle massaggiatrici che attirano i clienti nelle proprie sale massaggi. La maggior parte normali saloni spesso in mezzo alla strada, in alcuni casi anticamera di postriboli e di massaggi che "evolvono" verso prestazioni più complesse. Occorre anche stare attenti a come si declina l’offerta perché si rischia una selva di improperi.
Ci trovate poi market e negozi altri assolutamente occidentali: se rimanete chiusi li dentro potreste serenamente pensare di trovarvi in un piccolo market della Sassonia o dell’Illinois. Insomma scompaiono anche tutti i prodotti locali e ritrovare i grandi marchi cui siete affezionati.
Da questo circo siamo fuggiti. Volevamo chiudere il giro con un paio di giornate spese in una situazione un poco più vera. Battambang è una città che ha cambiato di mano infinite volte tra siamesi e kmer ed ha una pianta coloniale e delle costruzioni francesi. Niente di che. Non varrebbe il viaggio. Ed in generale la Cambogia non sembra offrire orizzonti di bellezza. Fatta eccezione per la straordinaria Angkor ovviamente. È fatta eccezione per il fatto che ne conosciamo poca. Credo che l’oriente offra grandi scorci di giungla ancora sufficientemente incontaminata e quindi probabilmente vale la pena di approfondire. Però...
Ieri sera quindi serata tranquilla il una cittadina che alle 21.30 vede tutti gli esercizi chiusi e le luci tutte spente. Si può solo andare a dormire. Oggi giro rurale. Si proverà a prendere una motoretta.
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