Vi ho lasciati con un tramonto in corso e una bambina di 12 anni a cullare la sorellina. Poi la bambina, nei due giorni seguenti si rivela anche cameriera dell’annesso ristorante e domestica della guesthouse che provvede ogni mattina a riassettare. Con una certa indolenza ma non molta di più di quella di ogni laotiano.
Le due isole hanno una precisa organizzazione per target. Don Det sballoni, Don Khone no. Nel senso che a Don Det si va se si ha voglia di fumare fino a farselo uscire dalle orecchie e darsi ad uno stile di vita "happy"... molto "happy". Con questa parola sono anche definiti ad esempio i piatti e le bevande che hanno un qualche "additivo". A Don Khone vanno invece i tranquilli; quelli che si accontentano di un semplice paradiso tropicale.
Noi siamo gente che si accontenta. Ma la maggior parte no. Infatti Don Det ha una quantità di turisti estremamente più ampia: chissà perché?
Da vedere concretamente e fotografare, direi solamente le cascate che si trovano nella parte ovest dell’isola e dove il Mekong comincia i suoi salti alla volta della Cambogia. Il resto è da assaporare, da respirare, da annusare. Qui siamo pochissimi turisti e se hai occhi puoi osservare di quanto poco vivano i locali. Il tutto con l'aggiunta di una natura pressoché incontaminata e di una maestosa bellezza. Di quanto molto semplice possa essere la vita sfrondandola di molti orpelli. Ma sono anche discorsi facili e superficiali da fare nella veste di turista tocca e fuggi. Quindi li evito e vi lascio una sola immagine che forse restituisce un po’ meglio anche il resto.
La scuola. La scuola primaria locale. Le scuole sono quasi ovunque l’edificio un po’ migliore. Fate conto quindi di avere un recinto scolastico nel quale sono contenuti tre diversi edifici riservati all’insegnamento e ai servizi. I bambini sono in ricreazione e giocano un po’ in giro ovunque (camicia bianca e longuette nera per le femmine camicia bianca e pantalone nero per i maschi che spesso hanno anche un fazzoletto rosso). In mezzo a tutto ciò un edificio diroccato e in rovina (probabilmente la vecchia scuola francese in quanto fatto con i mattoni) che è la base preferita dei loro giochi e della loro felicità.
Quanto vorrei tenere quell’immagine per tutti quei nostri genitori sempre presi dai tremila problemi e questioni di sicurezza e di attenzione e di certificazione e di...
Quanto vorrei tenerla se pensassi che potesse servire a qualcosa.
La lezione che si impara è che in un mondo semplice anche l’efficienza è molto semplice. Ad esempio quella del nostro ostello che ad un prezzo ridicolo dice di venderci direttamente il biglietto per Pakse. Noi lo acquistiamo. All’ora prestabilita arriva la barca dritta dritta sotto casa, ci porta a Nagasang, dove c’è un autobus che ci attende e ci porta fino a Pakse. I nostri pochi spiccioli che scivolano dalla gestora al battelliere all’autista della corriera, il tutto in una semplice efficienza dimentica di qualunque sistema qualità.



Nessun commento:
Posta un commento