lunedì 12 maggio 2014

LAOS-CAMBOGIA I episodio

Pochi accenni riguardo ad uno spostamento che mi ha richiesto complessivamente circa 34 ore. 
Kuwait city. Abbiamo fatto scalo in questo brutto aeroporto di questa bruttissima città. Almeno vista dall'alto. Un groviglio di abitazioni circondate da pozzi e raffinerie. Anche la gente sembrava brutta. E si tratta di una notazione prettamente estetica. 
Poi l'arrivo a Bangkok. Dove si piomba nel pieno di una organizzazione svedese però a 40 gradi. Un addetto al servizio informazioni ci viene incontro appena nell'aerostazione e chiede se ci serve aiuto. Ci indica con precisione come raggiungere l'autobus per l'altro aeroporto dove dobbiamo prendere il volo interno per chiang mai. Di fronte al l'autobus troviamo comodamente schierata una commissione dell'azienda trasporti la quale ci chiede di vedere il boarding pass per il volo interno. Una volta provato che dobbiamo effettivamente andare a Don Muaeng (il nome del secondo aeroporto, così cominciate a imparare delle cose) ci fanno entrare nel bus, velocemente completano il carico, chiudono le porte e partono. Non vi siete accorti che nell'elenco manca un'azione? Così disattenti? Beh, si: non si paga. Il trasferimento tra i due aeroporti è offerto dallo stato. Vi è mai successo dalle parti nostre? Non voglio nemmeno dire in Italia, dico anche in europa. Beh a me no, mai.
Poi si arriva a chiang mai è capita una cosa simile. Direttamente mentre si ritirano i bagagli c'è l'ufficio taxi. Si paga un prezzo normalizzato, si prende un buono, si esce e trovi una paciosa tassista che ti conduce con calma alla macchina assegnata e ti porta alla tua destinazione. Efficienza svizzera e cortesia orientale messe insieme. 
Alla fine arrivi ad un ostello prenotato dall'Italia (16 euro due notti due persone) che sembra un angolo di woodstock trapiantato in estremo oriente. Palafitte in legno, bagni comuni, relax sotto le magnolie, musica, drink. Tutti occidentali ad alloggiare di cui la maggior parte stonati dalla connessione internet per cercare di stare collegati alle proprie cose.

1 commento: