13 km a nord-ovest di Escarcega – 20,35 del 10 febbraio
Edizione speciale del blog. Anzitutto georeferenziamoci: siamo nella campagna vicino Escarcega all'ora di cena di giovedì sera. Il pullman di seconda classe che abbiamo beccato al volo venti minuti fa arrivando da Palenque, si è inopinatamente bloccato in mezzo al nulla. Notte completa. Unico elemento positivo è che si è spenta anche la musica: la sensazione del silenzio con le cicale in sottofondo è un suono splendido rispetto alla solita musica sdolcinata ed ormai insopportabile che i messicani ascoltano senza sosta a volume altissimo. Avete presente essere bombardati 24 ore al giorno da Julio Iglesias in versione molto peggiorata? Considerate che quando arriva Ramazzotti è quasi un momento piacevole ed avrete chiaro come ci siano gli estremi per un denuncia per tortura al tribunale internazionale dell'Aja.
Ma forse è utile narrare l'antefatto (come siamo giunti qui). Ci siamo imbarcati in questo complicato traferimento a Palenque alle ore 16,30, intimoriti dalla qualità del pullman che ci avrebbe portati fino al crocevia di Escarcega. I quarantenni possono provare a ricordare le vecchie corriere di Pasquarè delle gite scolastiche; ma anche così sono ben lontani dalla realtà. Parabrezza opportunamente scheggiato (qui se non hai il parabrezza frantumato non sei nessuno), sedili con rivestimento in un velluto consunto e oleoso, vello di lana sul retro, tendine ai vetri tenute cvon lo spago, cofano motore tenuto aperto durante la marcia con una leva di ferro, e soprattutto il cambio che offre la musicalità di ogni singolo ingranaggio ogni qualvolta l'autista cambia marcia.
Bene, questo mezzo, nonostante tutte le nostre ironie sulle possibilità di giungere incolumi a destinazione, compie brillantemente il suo dovere e ci deposita alla nostra meta. Beh, non esattamente. Il dettaglio è che l'autista ci deposita a circa 2/3 km dalla nostra meta dicendo che prima si faceva una sosta di 20 minuti e poi ci avrebbe portato alla stazione per Campeche. "Meglio che prendiamo un taxi? - chiede allora Enrico – Ecco, meglio – risponde il tipo. E così frettolosamente traversiamo la nazionale per Cancun, agganciamo al volo un taxi, lo facciamo correre alla stazione, scendiamo rapidissimi e risaliamo facendo i biglietti al volo su un bellissimo e moderno pullman anche bagnodotato. Ci facciamo i complimenti per la velocità, la prontezza, la reattività, la sagacia e mettiamoci anche la fortuna, più o meno per tutti i 13 km che ci separano dal momento in cui il moderno ed apparentemente efficiente automezzo si blocca nella notte più scura che ci sia mai capitato di vedere. Adesso c'è l'autista che smessa la divisa, smartella e bestemmia nella sua canottiera di cotone, cercando di riportare il mezzo in condizione di avviarsi.
Campeche - 8 del mattino 11 febbraio
Come i più perspicaci intuiscono dal titolo, alla fine lo smartellatore folle ha riparato l'automezzo e così siamo potuti ripartire. Direi quindi che prima di aggiornarvi sulle nostre mete, questo ci dà l'estro per una veloce panoramica sul sistema locale dei trasporti. Sì, perché vale la pena di conoscerlo.
Si parte dal vertice della piramide dove si collocano i pullman di prima classe. L'equivalente dei nostri gran turismo: grandi, belli, efficienti, con un servizio su stardard occidentali (questo è il modo per dire che una cosa è efficiente quando sei in un paese del Sud). Ci sono un paio di compagnie, ma la concorrenza è fittizia: stessi prezzi, stesse corse, persino stessa biglietteria.
Si scende quindi ai pullman di seconda classe. Qui non mi soffermo in quanto il racconto dell'odissea di ieri offre sufficienti elementi.
Arrivano quindi i combi o speedy, come li chiamano da queste parti. Si tratta di pulmette che vanno da 11 a 15 posti e che offrono un servizio di trasporto molto locale, collegando, solitamente, due città vicine, oppure collegando ai luoghi di interesse turistico.
Poi c'è il carro. Il nome è appropriato. Si tratta di un van coperto, dove nel cassone posteriore sono collocate due panche laterali che consentono di accogliere fino a 6 persone. Lo prendono solo i locali, mentre i turisti lo rifuggono in quanto eccessivamente scomodo.
In ultimo vale la pena di evidenziare i taxi. Come mosche. Almeno la metà della popolazione maschile deve fare il taxista da queste parti, altrimenti non si spiegherebbe. Basta uscire dalla porta dell'ostello e non occorre nemmeno chiamarlo: ti suona e si ferma direttamente il tizio che stava passando in quell'istante. Poi dici che nel Sud le cose non sono efficienti.
Beh... qualche veloce dettaglio sul viaggio. Ieri mattina visita al sito di Palenque. Per Stefano, dobbiamo deluderlo dicendo che l'astronauta è in sostanza un rilievo sul sarcofago del re Giaguaro Serpente I (che ridete... si chiamava così) e che era collocato in una camera molto scura, quindi niente foto visibili (anche perché non si poteva usare il flash). Per il resto il posto è splendido. Bellissimo. Un sito completamente immerso nella giungla e che si compenetra perfettamente con l'ambiente circostante. Anzi l'architettura maya sembra per certi versi riprodurre le geometrie della foresta. Salire queste costruzioni ripidissime e vedere dall'alto lo spazio circostante, da un'idea di immersione e di elevazione al tempo stesso: magari era anche l'idea del costruttore che così istillava nel popolo il senso di discedenza divina del sovrano.
Non perdo troppo tempo su questo racconto (anche perché gli altri sono andati a colazione e anche io ho fame) in quanto le foto parlano molto meglio di qualunque parola.
Provo ad inserirle in un post specifico.
ciao neh
aooooooooooooooo!!!!! ke invidiaaaaaaaaaaaaaaaa!!!
RispondiEliminasentendo parlare di caldo e di buon umore mi pento di essere rientrata nella sfigata europa..(si xkè AL-ANDALUS è berbera!!!! jajajajajjajajja)...
divertiteviiiiiiiiiiiiiii....(la piedra ehhhhhh!!)
Era scuro... però l'avete visto. Che effetto vi ha fatto? Per me è sempre inquietante...
RispondiEliminaViva Pasquarè
Certo che mi fate venire una gran voglia.......di partire!!!! Come deve essere misera la nostra "piccola" Italia vista da la!!!!!
RispondiEliminaEffetto, caro Stefano...difficile parlare di effetto, considerato che io nemmeno ero riuscito a capire che fosse lui, mentre Simone che è attento e istruito lo ha prontamente riconosciuto. La questione è che si trova sopra il coperchio del sarcofago e non è così facile da apprezzare... sul fianco invece ci sono delle incisioni bellissime e più facilmente visibili.
RispondiEliminaCiaooooooo